2000 alberi abbattuti per un campo da golf? No, grazie!   1 comment

Clicca qui: Diciamo NO alla costruzione del campo da golf in Pineta

A Santa Maria Maggiore, in Val Vigezzo, provincia di Verbania, vogliono abbattere una pineta secolare di 2000 alberi per far posto ad un campo da golf. Invito tutti , amanti della natura a firmare questa petizione per impedire un ennesimo scempio della natura. Grazie per tutto l’aiuto che vorrete e potrete dare sensibilizzando tante altre persone. E a voi una mia poesia, dedicata agli alberi, dalla mia raccolta Per una strada, sbc edizioni, 2009.

 

Alberi al vento 

Verdeggia per l’ampio cielo
la loro chiara aura serena,
svettano violenti
all’immane tempesta;
fermi e piantati rimangono,
mai cedono:
sol l’ampia terra oscura
e gl’infuocati suoi recessi
alfin, li fan recedere.

(3/12/1998)

(Dalla mia raccolta Per una strada, pag. 78, SBC Edizioni, Ravenna, 2009)

Per una strada by Emanuele Marcuccio is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at www.joetiziano.it.

Immagine da: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=155881767822176&set=a.155881764488843.39879.155881507822202&type=1

Vi riporto il testo della nota, scritta da Jessica, di Santa Maria Maggiore, che ama molto la sua valle.

“Gli alberi sono le colonne del mondo. Quando tutti gli alberi saranno tagliati, il cielo cadrà sopra di noi.”

Dice un vecchio detto indiano.

Mi sto muovendo, ci stiamo muovendo tutti insieme per cercare di fermare l’ennesimo errore che l’uomo commette senza ragionare verso la Natura e verso, in questo caso, il nostro territorio.

Vorrei avere il potere di valorizzare la Valle Vigezzo per quello che ci offre, non per quello che vogliono togliere e costruire. Vorrei avere i soldi e la possibilità di regalare qualcosa ai giovani, che ogni fine settimana se ne vanno via dalla Valle Vigezzo perché non c’é nessun divertimento, se non i soliti bar.

Abbiamo pensato a molte alternative, che pensiamo siano più interessanti e ragionevoli.

Piscina coperta: coprire la piscina presso la Pineta, in modo che sia utilizzabile durante il periodo scolastico, così, anziché scendere a Domodossola per farsi una nuotata, i ragazzi e i residenti possono tranquillamente restare in Valle Vigezzo. Oppure quando piove in estate e fa caldo, essendo coperta, può comunque essere utilizzata.

Ricostruzione del Capanno dei Pini: rimettere in piedi la discoteca del Capanno dei Pini. Non c’è molto da dire su questo. Ci sarebbe più divertimento per i residenti e porterebbe qualche persona in più in Valle Vigezzo, in tutto il periodo dell’anno.

Biblioteca: avere a disposizione una bella biblioteca, dove chiunque possa andare a leggere o studiare, ritrovarsi con gli amici per fare i compiti insieme.

Internet Point: magari sempre all’interno della biblioteca, un centro con computer e connessione internet per la gente che purtroppo non gode di questo servizio a casa. Sarebbe comodo anche per i ragazzi che vanno a scuola, per ricerche, compiti e tesine.

Sala prove: per chi suona, per chi ama la musica, per chi si riunisce con gli amici per suonare ma non ha lo spazio e il permesso, si potrebbe creare una sala prove, senza dover scendere sempre a Domodossola, avendo problemi con i mezzi e con gli orari.

Pensiamo anche alla gente che lavora fuori dalla Valle Vigezzo, diamo più posti di lavoro!!!

E voi, spendereste tutti quei soldi per un inutile campo da golf?

Causando l’abbattimento di tutti quegli alberi?

Stiamo parlando di un campo da golf che verrà costruito in Pineta, che verrà incentivato dai soldi della regione, che verrà utilizzato in grandi linee per i due mesi estivi (togliendo il fatto che a luglio ha sempre piovuto), dove ne faranno uso poche persone e tutti villeggianti. In inverno sarà ricoperto dalla neve e inutilizzabile fino a marzo, per non parlare dei costi del mantenimento: la rimessa a posto per riaprirlo in stagione, per l’erba che dev’essere sempre in ordine e tagliata sempre (ricordando che il territorio dove verrà costruito è una zona boscosa, dove crescono rovi e felci).

Un campo a 9 buche. Minimo minimo per essere un bel campo da golf deve avere 18 buche, per fare le cose o si fanno bene o non si fanno!

Si lamentano tutti perché i giovani dalla Valle Vigezzo se ne vogliono andare e avete ancora il coraggio di aprire bocca?

Siete voi che ci state allontanando, siete voi che pensate alle vostre tasche, siete voi che state rovinando la Valle Vigezzo.

Jessica, da: http://www.facebook.com/note.php?note_id=158865260857160

Fioccano poesie… e potremmo pubblicare le tue!   2 comments

Ho accettato la proposta di collaborazione free-lance con una casa editrice, come scopritore di poeti e poetesse meritevoli di pubblicazione e, a questo proposito ho fondato un gruppo su facebook, che ha superato i trecento membri. Sì, avete capito bene, un libro di poesie con il vostro nome e cognome (eventualmente con il vostro pseudonimo).

Se avete una raccolta in un cassetto (almeno venti poesie), o desiderate pubblicare la vostra prossima raccolta, non esitate a contattarmi tramite la mia mail “marcuccioemanuele@gmail.com”; ad esempio, una poetessa ha pubblicato a novembre 2010 la sua quinta raccolta di poesie, di cui ho curato la prefazione e, a febbraio 2011 un poeta, nonché membro del suddetto gruppo, ha pubblicato la sua seconda raccolta e, a ottobre 2011 ne è uscita una terza, l’autrice, anche lei membro di questo gruppo, è alla sua prima raccolta, il titolo è Petali d’acciaio e ne ho curato la prefazione.

Eseguirò una prima selezione dei testi che mi invierete e, solo in caso di valutazione positiva, farò leggere i testi alla direttrice di collana, però, solo all’editore spetterà l’ultima parola.

Proprio perché potrebbe esserci una selezione, consiglio che le poesie siano almeno poco più di una ventina e massimo novanta, meglio non caricare troppo un libro di poesie, non è un romanzo.

Le poesie inviate per una eventuale pubblicazione devono essere assolutamente inedite, cioè mai stampate in libri dotati di codice ISBN; quanto detto non vale se il libro è privo di ISBN, come spesso succede nelle antologie di concorsi.

Nel caso in cui vogliate lo stesso pubblicarle, anche se già edite, documentatevi se avete firmato qualcosa e/o se il contratto editoriale è scaduto.

Solo in questo caso possiamo inserire quei testi in un’opera edita ed è comunque consigliabile menzionare la fonte

Inviate la vostra possibile raccolta di poesie (solo in lingua italiana, non in vernacolo) in un file word A5, esclusivamente con estensione (.doc), non (.docx), non (.pdf), con carattere “Garamond” e mettete “12” come dimensione, separate le poesie, non inseritene due nella stessa pagina (pagina intesa come facciata); mettete in grassetto il titolo di ogni poesia e, chiamate il file “Poesie di” facendo seguire il vostro nome e cognome (es. “Poesie di Mario Rossi.doc”), con il nome dell’Autore e il titolo della raccolta poetica sulla prima pagina del file. Al momento dell’invio della raccolta non ci occorrono i dati dell’Autore, questi verranno richiesti successivamente dalla casa editrice.

Eventualmente inserite anche un vostro curriculum letterario.

Consigliamo caldamente la lettura di questa guida alla redazione, per adeguare il vostro file agli standard editoriali.

Una preghiera: non inserite volgarità o scurrilità in genere e tanto meno offese al sentimento religioso di qualsiasi fede nelle vostre poesie, personalmente la reputo una violenza alla poesia stessa e la direttrice di collana le scarterebbe sicuramente, grazie per la collaborazione.

Ci sono tanti vantaggi che non vi sto qui ad elencare ma, sarò lieto di illustrare a tutti i possibili autori interessati. Promettiamo pubblicità e visibilità su canali online e vi seguiremo e consiglieremo per il meglio.

Io ho già pubblicato la mia raccolta di poesie con un’altra casa editrice e, ho in cantiere un secondo libro, un dramma epico in cinque atti, ambientato nella meravigliosa Islanda, non siete curiosi?

Se sì, andate qui, su questa nota introduttiva.

E anche una seconda raccolta di poesie che intitolerò Anima di poesia.

Quindi, perché non dare la possibilità ad altri autori meritevoli di pubblicare le loro poesie?

Ecco perché ho accettato una tale proposta, principalmente per quest’ultimo motivo!

Ovviamente, non mi baserò sul mio stile personale di scrittura per valutare le poesie, però, la poesia ci deve essere e al di là di qualsiasi stile (rima, uso di segni d’interpunzione o meno, ecc…).

(Ultimo aggiornamento, 9/3/2012)

Chi sono   Leave a comment

Sono nato a Palermo, dove vivo, nel 1974; ho conseguito la maturità classica nel 1994, scrivo poesie dal 1990, ventidue sono state pubblicate nell’agosto del 2000, presso l’Editrice Nuovi Autori di Milano, nel volume antologico di poesie e brevi racconti Spiragli 47.

Nel 2003 ho ricevuto una menzione d’onore al concorso internazionale di narrativa, pittura e poesia “Città di Salerno”, organizzato dall’associazione culturale “La Tavolozza”, per la lirica “Dolce sogno”, già edita in “Spiragli 47″ e ripubblicata nel 2009, nella mia raccolta Per una strada.

Nel 2007 una mia poesia, già edita in Spiragli 47, è stata pubblicata nella rivista internazionale Poeti e poesia, diretta da Elio Pecora, della casa editrice Pagine di Roma.
Ho anche tradotto in inglese quattro mie poesie, tra cui una su suggerimento di una poetessa inglese esordiente, tra cui, una è stata pubblicata in America nel 2008, dalla Howard Ely Editor (Owings Mills, Maryland, USA), nella raccolta antologica Collected Whispers ed anche su CD, dal titolo The sound of Poetry, però, non sono io a leggere la mia poesia che ho tradotto in inglese.
Che ironia!
La versione in inglese di una mia poesia è stata pubblicata prima della sua versione originale in italiano.
Potrete leggerle anche in questo sito americano.

Un’altra mia poesia Palermo è stata pubblicata nell’agenda 2009 Le pagine del poeta. Pablo Neruda, sempre dalla casa editrice Pagine di Roma.

Il 26 marzo 2009 sono state pubblicate tutte le mie poesie, solo quelle scritte dal 1990 al 2006 (poiché alla firma del contratto non avevo ancora scritto quelle del 2008 e del 2009), in un volume che ho intitolato Per una strada (1990 – 2006), dalla SBC Edizioni, di Ravenna, nella collana Il verso giusto.
Sul sito e in questo link potrete leggere un’antologia delle 109 pubblicate in Per una strada.

Leggete l’intervista che ho rilasciato sul sito libriescrittori.com nell’imminente uscita di Per una strada e pubblicata anche qui, su un forum letterario, con l’aggiunta di altre domande.

Nel giugno 2009 due mie poesie inedite sono state pubblicate nel volume antologico di poesie e brevi racconti Poesia e Vita, Rupe Mutevole Edizioni; cinquanta autori insieme per aiutare il piccolo Emanuele Lo Bue, che da anni versa in uno stato di coma neurovegetativo. Lodevole iniziativa di beneficenza organizzata dalla poetessa Gioia Lomasti, per conto della casa editrice Rupe Mutevole di Bedonia (Pr). A questo proposito, leggete qui l’intervista che ho rivolto proprio a Gioia Lomasti.

Giovedì 5 novembre 2009, alle 18,00, presso la libreria “Diffusione cultura” di Sesto San Giovanni (Mi) si è tenuta la prima presentazione del mio libro Per una strada, SBC Edizioni, Ravenna, 2009.
In questi link potrete vedere il video della presentazione, diviso in tre parti:
Prima Parte
Seconda Parte
Terza Parte

E, lo potrete vedere anche qui, sul sito.
Si parla di me e del mio libro anche sulla web-tv Artetremila.

Cliccate in basso sul video “Romanzi”.

Di seguito potrete leggere le recensioni al mio libro Per una strada:
aphorism.it

librierecensioni.com

ilrecensore.com

recensionelibro.it

E, qui ci sono proprio io a parlarvi del mio libro.

Potete ascoltarmi e leggermi su questo bello e interessante sito.

Un’altra mia poesia edita è stata pubblicata nell’agenda 2010 Le pagine del poeta. Mario Luzi, sempre dalla casa editrice Pagine di Roma.

Nel marzo 2010 sono state pubblicate tre mie recenti e inedite poesie, successive alla stesura di Per una strada, nell’antologia poetica Demokratika, Limina Mentis Editore di Villasanta (MB).

Leggete l’intervista che questo sito letterario ha organizzato per la giornata mondiale della poesia 2010, a cui ho partecipato anch’io.
Mi trovate anche sul social network “facebook” con la mia pagina fan, che ha superato i seicento membri e sul gruppo Per una strada.
Sempre su “facebook”, la notte del 2 gennaio 2010, ho fondato un gruppo di poesia, che ha superato i novecento membri, proprio ispirandomi a un mio aforisma, il n. 30 dei novantatré.
Leggete il breve saggio critico che, il critico letterario Luciano Domenighini ha voluto donare al mio Per una strada.

Per la mia poesia “Là, dove il mare…” da Per una strada, mi è stata assegnata una menzione d’onore nella sezione B (poesia singola sperimentale ispirata al tema “il mare nel conscio ed il mare dell’inconscio”) al “I° premio internazionale d’arte Europclub Messina – Taormina 2010“, che si è tenuto a Taormina dal 5 all’8 luglio 2010.
In questa pagina potrete leggermi nella sez. B e, qui potrete leggere la poesia.

E qui potrete vedere il video che a novembre 2010 Alessio Patti, un amico poeta di Catania, ne ha voluto creare, a cui va il mio grandissimo ringraziamento per questo graditissimo dono. Troverete anche la sua traduzione in lingua poetica siciliana.

Proprio dopo la lettura e recita ad alta voce di questa magistrale traduzione ho scritto la mia prima poesia in lingua siciliana “Munnu crudili“, che ho subito dedicato allo stesso Alessio Patti e pubblicata, dopo neanche cinque mesi (aprile 2011), in un’antologia di autori vari di poesie in lingua siciliana.

Il 9 giugno 2010 ho accettato la proposta di una casa editrice come collaboratore editoriale esterno per la scoperta di nuovi talenti poetici e, proprio a tale scopo ho fondato questo gruppo su facebook, tra giugno 2010 e luglio 2011 ho presentato tre autori, riuscendo così a far pubblicare tre libri di poesie; anzi, da febbraio 2011, il secondo autore da me presentato lo hanno voluto anche come collaboratore editoriale esterno. Dal 28/3/2011 sono consigliere onorario del sito “poesiaevita.com”, che promuove anche una sezione editoriale ospitante le collane editoriali di opere da me curate.
Un’associazione artistica e culturale della mia città mi ha chiamato come responsabile poesia, incarico che ricopro dal 13/7/2010. Ho terminato di scrivere anche il bando del concorso internazionale di poesia, organizzato da questa associazione, in questa pagina del sito ufficiale dell’associazione tutti gli interessati potranno scaricarlo, leggerlo e decidere se partecipare.

Dal 23/3/2011 mi è stato affidato l’incarico di direttore artistico – culturale della stessa associazione.

Nel maggio 2011 sono state pubblicate due mie recenti e inedite poesie, successive alla stesura di Per una strada, nell’antologia poetica di autori vari Frammenti ossei, Limina Mentis Editore, Villasanta (MB).

Dal 1991 ho scritto anche novantatré aforismi (massime, pensieri), tuttora inediti tranne quattro pubblicati a dicembre 2010 nell’Antologia del premio internazionale per l’aforisma Torino in Sintesi, edita dalle Edizioni Joker. Una silloge di ottantotto aforismi sarà presto pubblicata in un volume intitolato Pensieri minimi e massime, la prefazione è stata curata dal critico Luciano Domenighini e il giovane critico-recensionista e scrittore, Lorenzo Spurio, ha curato la postfazione.

Ho scritto vari pensieri di argomento spirituale e poesie di argomento religioso tuttora inediti. Sempre a dicembre 2010 una mia poesia inedita (ispiratami dall’immagine di copertina del mio Per una strada) viene pubblicata nell’agenda 2011 Le pagine del poeta. Giovanni Pascoli, edita da Editrice Pagine di Roma.

Sempre e, a partire da dicembre 2010, due mie poesie da Per una strada sono pubblicate sulla web-magazine ilmiogiornale, per la rubrica “L’angolo della poesia”.
Ad aprile 2011 un’altra poesia da Per una strada è pubblicata sulla web-magazine mensile di poesia, arte e letteratura “Montparnasse Café”, a pag. 46.

A maggio 2011 un’altra poesia da Per una strada è pubblicata sulla web-magazine mensile “Montparnasse Café”, a pag. 60.

Da agosto 2011, indipendentemente dalla casa editrice e, su suggerimento della poetessa Gioia Lomasti, per il blog Vetrina delle Emozioni, ho deciso di intervistare gli autori dei libri di poesie, pubblicati a mia cura.

Finora ho intervistato otto autori, anche inediti, tra cui il critico letterario e poeta Luciano Domenighini, già autore dell’inedito e breve saggio critico al mio Per una strada. Qui potrete leggere una recentissima intervista da me rilasciata per lo stesso blog, la più completa finora, condivisa e apprezzata da più di 500 profili facebook.

Da ottobre 2011 sono direttore onorario dello stesso blog, che è diventata anche una piccola agenzia di promozione artisti.

Dal 1990 sto scrivendo anche un dramma epico, ambientato nella meravigliosa Islanda, al tempo della sua colonizzazione, di argomento storico-fantastico; nel giugno del 2000 ho terminato di scrivere il quarto atto e, solo il primo atto, proemio compreso, si estende per ben 725 versi. Mi manca di terminare di scrivere il quinto e conclusivo atto (solo il 7/6/2010 ne ho scritto la trama) e, pensate, un caro amico compositore ha deciso di scrivere le musiche di scena per questo mio poema.

In questa pagina del mio sito potrete leggere un’introduzione al mio dramma.

E qui potrete leggere una recente intervista, rilasciata al Romantic Museum il 28/3/2011, a proposito del mio dramma, il mio futuro esordio drammaturgico.

Ad ottobre 2011, il giovane critico letterario Lorenzo Spurio si offre di scrivere la prefazione per il mio dramma epico, offrendosi altresì di farlo pubblicare entro il 2012. Collaboro al suo blog di letteratura e cultura dal luglio 2011.

Per la poesia “Desiderio improvviso” dalla mia raccolta Per una strada, SBC Edizioni, 2009, ricevo il riconoscimento spontaneo Perle Poetiche dall’Associazione Teatro-Cultura Beniamino Joppolo di Patti (Messina).

Su suggerimento del filologo germanista, Dario Giansanti, nonché direttore e fondatore del progetto “Bifröst”, decido di apportare alcune modifiche al mio dramma epico.

Dal dicembre 2011 sono collaboratore della web-magazine di letteratura Euterpe, diretta da Lorenzo Spurio.

Il 15 marzo 2012 ho rilasciato un’intervista al direttore editoriale di “Suroeste”, web-magazine internazionale (italo – venezuelana), di cultura, costume e società. La prima parte di questa lunga intervista è stata pubblicata sul numero di aprile della rivista, la seconda parte sul numero di maggio, il tutto con testo a fronte in lingua spagnola.
Il 5 maggio 2012 ricevo una mail da parte del poeta (ca. venti sillogi di poesie pubblicate) e Prof. Nazario Pardini, ordinario di cattedra di letteratura italiana, con la gentile richiesta di inviargli tre mie poesie per il suo blog “Alla volta di Leucade”. Così, dal 6 maggio le tre poesie sono qui ospitate, accompagnate da vari commenti critici. Sull’opera letteraria del maestro Pardini hanno scritto tra gli altri, anche Mario Luzi e Giorgio Bárberi Squarotti.

Cliccando su questo link potrete scaricare una versione ampliata nel formato PDF di questa bio-bibliografia e qui anche una in forma di cronologia.
I due file sono apribili con il programma Adobe Reader (scaricabile gratuitamente dal sito di Adobe facendo clic qui).

(Ultimo aggiornamento: 20/5/2012) 

Vi parlo del mio Per una strada, sbc edizioni, 2009   Leave a comment

Ho intitolato la mia raccolta “Per una strada”, proprio perché l’ispirazione, furtiva e svelta, mi ha raggiunto, la maggior parte delle volte, proprio per strada: camminando, sull’autobus, ecc…

 E pensare che, la poesia da cui ho tratto il titolo per questa raccolta, dapprima l’ho appuntata sul retro di un semplice scontrino della spesa; quando la scrissi, la misi da parte, in seguito capii che, quell’apparentemente semplice poesia nascondeva in sé l’essenza della mia stessa ispirazione, furtiva e svelta, che passa e vola via e, se non l’afferro e la trattengo nel mio cuore con i versi che metto sulla carta, passa e vola via e nessuno sa più dove mai sia.

Cerco nelle mie poesie di essere spontaneo, semplice e allo stesso tempo profondo; quando uso dei termini un po’ antiquati o difficili, lo faccio unicamente per la loro insita musicalità, non perché io voglia sembrare anacronistico. Nelle mie poesie alcune volte uso delle parole tronche come “cuor, cor, duol, dolor”, altre volte non le uso; di conseguenza, ogni mio verso, ogni mia parola non sono messi a caso, ma seguono un fine musicale e, sono messi lì, proprio per una maggiore scorrevolezza nel ritmo.
Per farvi un esempio, nella poesia “Indifferenza” uso sia “duol”, sia “dolor”.
 Voglio che un mio verso, sia fluido alla lettura e non inciampi in parole aspre o dissonanti. Per farvi un esempio, nella poesia “Là, dove il mare…”, il ritmo si alza e si abbassa, quasi ad imitare il flusso delle onde del mare, e quelle parole tronche non le ho messe a caso, ma per mantenere questo ritmo e quel particolare suono.
Voglio che i lettori delle mie poesie, non le leggano semplicemente, ma le sentano, le ascoltino; non nel senso di ascoltare una recita, ma le leggano con il cuore, interiorizzandole, facendole proprie, partecipando alle emozioni che possono sprigionare.
Le interpretazioni non si esauriscono in una sola, non sarebbe più poesia, ma prosa travestita in versi con degli “a capo” dati a caso.

Questa mia raccolta racchiude in sé ben 109 poesie, frutto di sedici anni della mia vita, dal 1990 al 2006, che possiamo dividere in due parti: una grande prima parte che va dal ’90 al ’99 ed una seconda parte, più piccola, che va dal ’99 al 2006.
Nella prima parte sono ravvisabili riferimenti ai grandi poeti italiani (Foscolo, Leopardi, gli stilnovisti), ma anche Montale, con l’uso del correlativo oggettivo (utilizzato per la prima volta nella poesia “Immagine fugace”) e i lirici greci, come in “Rammarico”.
 Per quanto riguarda Foscolo, Leopardi e gli stilnovisti, i riferimenti si possono ricondurre ai vocaboli utilizzati e non all’imitazione del loro stile; mentre nella poesia “Rammarico” ho cercato di rivisitare lo stile dei lirici greci e, nella poesia “Amor” ho cercato di rivisitare lo stile degli stilnovisti, facendo ricorso alla rima, senza usare la metrica e con la riproposizione del tema della donna-angelo, tanto caro agli stilnovisti.

Quanti hanno già letto le mie poesie, si saranno accorti che io raramente uso la rima, proprio perché penso che essa blocchi e vincoli l’ispirazione, se qualche volta l’ho usata, è stato un uso quasi sempre spontaneo.
Nella prima parte ci sono anche tre omaggi al grande poeta spagnolo Federico García Lorca, di cui ho cercato di imitare, in maniera personale, lo stile.
Le tematiche di questa prima parte sono varie e particolareggiate, si va da poesie dedicate a grandi scrittori e poeti come, Vittorio Alfieri, Giacomo Leopardi, Leonardo Sciascia, Seneca; a episodi di libri, come ne “Lo squarcio nel cielo di carta”, ispirata ad un episodio del “Fu Mattia Pascal” di Pirandello, o a personaggi mitici della letteratura come in “Nausicaa”, “Oreste ad Elettra”, “Ad Astianatte”, “Amleto”, “Cirano di Bergerac”; a compositori come Chopin, Bartók, Prokof’ev, Saint-Saëns.
Si passa da tematiche introspettive come in “Malinconia”, “Indifferenza”, “Ricordo”, “Sogno”, “Desiderio improvviso”, “Stelle sul mare”, “Palermo”; a tematiche civili come ne “L’inquinamento”, “Pace”, “Albania”, “Massacro”, “Urlo”, quest’ultima scritta nel giorno del primo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone insieme alla moglie e agli uomini della scorta.

Si va da poesie dedicate alla visione di quadri come “Le mietitrici” di J. F. Millet, “Alla Gioconda” di Leonardo da Vinci; a poesie dedicate a personaggi storici come “Annibale”.
Infine abbiamo anche il tema religioso, come in “Perdono” e “Perdona!”.
Per passare ufficialmente dalla prima alla seconda parte utilizzo la poesia “Veritiero ardir”, con la quale annuncio il mio cambiamento di stile, scritta nel 1999, all’indomani della notizia della prossima pubblicazione, in un’antologia, di 22 mie poesie; ma già in alcune della prima parte sono ravvisabili dei piccoli cambiamenti di stile come in “Istante di tempo”, “Urlo”, “Cime”, “Indifferenza”, “Palermo”, “Barbagianni”, “Sé e gli altri”, “L’orologio”, “Piccola ambulanza”, “Ultimi pensieri di un robot”, quest’ultima ispirata alla morte di Roy, dal film “Blade Runner” di Ridley Scott.

Si ravvisano cambiamenti ancora più sostanziali anche in “Memoria del passato”, “Per una strada”, “Picchi di silenzio”, “Stelle sul mare”, “Desiderio improvviso”, “Fuoco”.
Con mia grande sorpresa, come mi ha fatto notare un amico, anche lui poeta esordiente, in alcune mie poesie c’è della metrica spontanea, come in “Canto d’amore”, “Il grillo col violino”, “Dolcemente i suoi capelli…”, tutte e tre appartenenti alla seconda parte.

A partire dalla seconda parte, che copre indicativamente gli anni dal 1999 al 2006, il mio stile si fa più profondo e maturo, non più necessariamente legato a poeti specifici, tranne ne “Il grillo col violino”, in cui vi è ravvisabile il Pascoli nell’uso delle onomatopee e, in “Dolcemente i suoi capelli…”, un mio modesto omaggio alla grande stagione della poesia italiana dei tempi passati. L’ispirazione per scrivere questa poesia, mi è stata data guardando di sfuggita il viso di una ragazza che, dolcemente giocava con i suoi capelli, facendone anelli con le dita, alla fermata dell’autobus.
In questa seconda parte inizio a raggiungere il mio ideale poetico, la semplicità di espressione unita alla profondità di significato.

Per quanto riguarda le tematiche di questa seconda parte, abbiamo la tematica civile, come in “Per i rifugiati”, “Verde, bianca, rossa terra”, quest’ultima ispirata ai vari episodi di violenza che, purtroppo avvengono in Italia e spesso compiuti da chi è chiamato a far rispettare la legge, ecco il perché di questo titolo così significativo.
Abbiamo la tematica introspettiva, che penso non debba mai mancare tra i temi delle poesie di un qualsiasi poeta, come in “Canto d’amore”, “In volo”, “Là, dove il mare…”, quest’ultima scaturita a due mesi di distanza da una delusione amorosa, in cui c’è il desiderio di dimenticare, anche se permane il dolce ricordo di questo breve amore.
Abbiamo il tema della dedica, come in “Fremere”, poesia dedicata a mio padre, non vedente da quando avevo un anno; in cui ho cercato di immaginare quello che potrebbe provare, un uomo che diventa non vedente.
Abbiamo il tema degli episodi o personaggi di argomento letterario, come in “Veglia notturna di Hagen”, “Natasha”, quest’ultima dedicata alla figura di Natasha Rostova, ispiratami dalla lettura del romanzo di Tolstoj “Guerra e pace”.
Abbiamo il tema paesaggistico, come in “Primavera” e in “Paesaggio”, in quest’ultima vi è la descrizione di un paesaggio dell’anima e non di un paesaggio necessariamente reale.
Abbiamo il tema religioso nella poesia “Accoglili nella Tua pace, Signore!”, che ho anche tradotto in inglese ed è stata pubblicata da un editore americano un anno prima della sua versione originale.
Questa poesia è ispirata ad un tragico avvenimento di cronaca locale, l’annegamento di due pescatori avvenuto nel mare che costeggia la mia amata e martoriata Palermo, che tanta fonte d’ispirazione è per me.
Infine, c’è una curiosità nella mia poesia “Affollamento e inutili affanni”, che conclude la mia raccolta e proprio perché scritta in piedi su un autobus affollato.

Di seguito il gruppo di “Per una strada”: https://www.facebook.com/groups/perunastrada/
Il modo più veloce per acquistare il mio libro Per una strada era richiederlo presso Diffusione Cultura, via Sardegna 3, ang. viale Matteotti
Sesto San Giovanni, Italy, 20099, purtroppo la libreria ha chiuso…

Potrete ordinarlo presso la vostra libreria di fiducia o ordinarlo online andando su:

amazon.it 

libreriauniversitaria.it

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ibs.it

unilibro.it

bol.it

eshop.sbccom.it

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deagostinilibri.it

leggere.it 

(Ultimo aggiornamento delle librerie online, 20/5/2012)

Là, dove il mare… (da Per una strada, sbc edizioni, 2009)   1 comment

Là, dove il mare…

Là, dove il mare è profondo,
fondo, fondo;
là, dove le onde si rincorrono,
corrono, corrono:
e le luci si disperdono
e lo sguardo si dirada,
si fa chiaro;
e l’amor mi raggiunge
col suo dolce sovvenir.
Là, dove il mondo ti dimentica;
là, dove il sole ti colpisce
col suo chiaror;
là, dove un lampo ti pervade
col suo baglior,
e in un abbraccio ti rapisce.
Là, dove l’oblio ti sommerge
con la sua luna;
là, dove il mondo ti abbandona
con la sua fine:
là voglio riposare,
e perdermi rapito
nel Sole: nell’amore infinito.

(19/10/2001)

(Dalla mia raccolta: Per una strada , pag. 96, SBC Edizioni, Ravenna, 2009)

Qui potrete ascoltarmi leggerla.

Menzione d’onore (nella sez. B) al I premio internazionale d’arte “Europclub” Messina – Taormina 2010, a quasi un decennio dalla sua scrittura.

Immagine di sfondo e per gentile concessione del suo autore, da: http://vitaperimmagini.blogspot.com/2007/09/spettatori-al-tramonto.html

Commento critico di Luciano Domenighini

È una composizione di ventidue versi a metro libero, di tre periodi, ad andamento altalenante, automatico, poggiato su sette iterazioni (là dove…) legate da un polisindeto di sei elementi, che si apre con una doppia geminazione al secondo e al quarto (fondo, fondo; corrono, corrono) in rima derivativa sui versi precedenti. Un’apocope chiude il primo periodo al nono verso (sovvenir) e l’apocope si ripresenta al secondo periodo sul dodicesimo(chiaror) e quattordicesimo (baglior) con effetto liquido, dissonante.

L’ultimo periodo ha toni visionari ma luminosi, di paradisiaca, solare apocalisse.

Anche qui Marcuccio dimostra sicuro istinto poetico.

È la poesia dove meglio si palesa l’attitudine del poeta a ricorrere alle figure iterative e la sua abilità nell’elaborarle. In questi 22 versi Marcuccio intesse un ordito ammirevole, disponendo in alternanza una triplice sequenza di versi anaforici (“Là dove” (8 volte), “col” (5 volte), “ e” (5 volte), con due versi (2° e 4°) di pura geminatio, e il verso finale che raddoppia lo stato in luogo.

Il magistrale impiego di queste figure retoriche conferisce alla lirica un andamento cullante, ascendente, perfettamente equilibrato.

Nota dell’autore: “Il mare del nostro dolore, il mare dei nostri pensieri, il mare della nostra anima, il mare dei nostri sogni…

Il mare che a volte ci intrappola in un vortice di problemi e di pensieri, il mare che in un maremoto ci sbalza via dalle nostre sicurezze e come un ladro ci depreda.

Come scrivo in un mio aforisma, “Il dolore è come il mare, nel suo indistinto ondeggiare e rifluire incessante.”.

Se fate attenzione, come le onde procede la lettura di questa poesia, come le onde del mare.

Ad ogni inizio di verso le onde si alzano, toccano la riva, ad ogni fine di verso le onde si abbassano, si allontanano dalla riva; tutto in un ciclico movimento che trova il suo compimento e il suo riposo in Dio: nel Sole e amore infinito.

E pensare che, quando la scrissi, mi trovavo da solo nel cuore della notte, in casa, il mare si agitava tempestoso nella mia anima e, con le sue onde che baciavano la riva non mi faceva compagnia, né rapiva la mia vista lo spettacolo di un meraviglioso tramonto.”

Dal breve saggio critico di Luciano Domenighini, con l’aggiunta di alcune mie note, al mio Per una strada.

Video con la traduzione in lingua siciliana, di Alessio Patti

Se per caso non riuscite a visualizzarlo, potrete vederlo cliccando qui.  

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Per una strada by Emanuele Marcuccio is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at www.joetiziano.it.

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Presentazione del mio libro di poesie Per una strada, sbc edizioni, 2009   Leave a comment

Presentazione del mio libro di poesie Per una strada, tenutasi il 5 novembre 2009 presso la libreria Diffusione Cultura (Via Oslavia, 23) di Sesto San Giovanni (Milano) dalle 18 alle 18,50 ca.

Vi riporto il testo della recensione della prima presentazione.

 

Emanuele Marcuccio

Per una strada

La poesia forma prediletta per esprimere i propri sentimenti

 

Giovedì 5 Novembre Diffusione Cultura ha ospitato Emanuele Marcuccio, un poeta arrivato dalla lontana Sicilia per presentare la sua raccolta di poesie, da lui tradotte e pubblicate anche all’estero.

Il suo libro, “Per una strada”, edito da SBC Edizioni di Ravenna, è una raccolta di 109 poesie che omaggiano grandi figure del passato, spaziando dal mondo della letteratura a quello della musica, senza dimenticare la propria terra, caratterizzate dalla scorrevolezza e dalla musicalità dei versi.

L’autore afferma di aver scelto la poesia per esprimere i propri sentimenti perché per lui è la forma verbale più profonda, strettamente legata alla musica, altra sua grande passione che lo ha spinto a iniziare lo studio del pianoforte.

È con suo grande rammarico che quindi riconosce che la poesia purtroppo non ha grande riscontro di pubblico, soprattutto a causa della sua difficile e non immediata comprensione.

La presentazione è stata contraddistinta dalla lettura di diverse poesie e dal commento di esse da parte di Emanuele Marcuccio.

La prima poesia letta è stata “Là dove il mare”, scritta a due mesi di distanza dalla fine di un amore in cui la voglia di dimenticare il dolore è contrastato da una nostalgia verso i dolci sentimenti passati.

Dopo la lettura di questa poesia si è passati a un’analisi generale del libro e ci si è soffermati su una parte in cui sono contenuti ben quattro omaggi a Garcia Lorca, in cui il poeta si ispira alle liriche del grande poeta spagnolo parlando però di temi come la religiosità; per Marcuccio la fede è importante ed è facile ritrovare questo tema tra le righe della sua poesia.

Il titolo “Per una strada” riassume la sua visione dell’ispirazione poetica: qualcosa che scaturisce dal quotidiano e che va fermato prima che svanisca.

A questo proposito l’autore narra un simpatico aneddoto che ci fa capire quanto le sue parole si avvicinino alla realtà: un giorno l’ispirazione è arrivata così all’improvviso da costringerlo ad usare l’unico pezzo di carta che aveva a disposizione,ovvero uno scontrino della spesa.

Questo dimostra che dono capriccioso sia l’ispirazione e quanto si diverta quest’ultima a giocare con la pazienza degli artisti.

Si è dato poi spazio alla lettura di altre liriche, quali “Soffrire” in cui si possono notare una musicalità costante e omaggi stilistici ad Ugo Foscolo, per poi passare ad una poesia dedicata al padre e ad una nata dopo la lettura dell’opera teatrale “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand.

I progetti futuri dell’autore si riconducono alla speranza di pubblicare un’altra raccolta di poesie, poiché la sua attività di poeta non ha intenzione di interrompersi, anzi è più attiva che mai.

Silvia Adriana Oriolo

Recensione tratta da qui

Solo un piccolo appunto però: Non ho ancora pubblicato l’intera mia raccolta all’estero, che grande sogno sarebbe ma, soltanto una poesia tratta da essa e antecedente di un anno alla pubblicazione di Per una strada.

Di seguito il video della presentazione, diviso in tre parti, buona visione!

 

   

La prima intervista (27/3/2009)   1 comment

Di seguito il testo dell’intervista che ho rilasciato sul sito libriescrittori.com il 27/3/2009!
Intervista a Emanuele Marcuccio

Intervista allo scrittore Emanuele Marcuccio

Intervista

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura.
Cerco di essere spontaneo, quando scrivo; non voglio limiti stilistici nello scrivere.
L’ispirazione arriva improvvisa, furtiva e svelta, quindi mi metto subito a scrivere; mi è capitato di scrivere anche per strada, su uno scontrino, o su un autobus affollato, in un angolino disponibile.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Ho conseguito il diploma di maturità classica nel 1994, in seguito mi sono iscritto a lettere moderne, senza riuscire a laurearmi per sopraggiunti problemi di salute e familiari.

Quando e perché ha iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere intorno ai quindici anni con dei rudimentali esercizi, solo a partire dai sedici anni la mia scrittura ha iniziato a prendere forma.

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Con la mia scrittura cerco di trasfigurare la vita e d’indagarne le tante sfaccettature, cercando di rimanere fedele ai valori in cui credo e di promuoverli.

Quali sono i suoi libri del cuore?
I miei libri preferiti sono i classici.

E quelli che non leggerebbe mai?
Non leggerei mai un romanzo rosa.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Lo sto ancora leggendo “I promessi sposi” di A. Manzoni.
Sono un lento ed attento lettore.

E quello che meno le è piaciuto?
Scelgo con molta attenzione i libri da leggere.

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Amo molto la mia terra, la Sicilia, ma non ho molto tempo per visitarla.
Quanta fonte d’ispirazione è per me la mia cara Palermo.
Purtroppo dei mali remoti l’attanagliano e spesso le sue strade stridono luttuose.

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Mi piace che ci siano editori che diano fiducia e promuovano i lavori di scrittori esordienti, senza chiedere un contributo in denaro, o chiedendone solo una piccola parte.
Non mi piace che, chi non viene segnalato da qualche pezzo grosso o da qualche agente letterario importante, se lo sogna di poter pubblicare con una casa editrice famosa, anche quando merita più di certuni, che vengono pubblicati non per le loro abilità letterarie.

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
La cultura è tutto ciò che si riferisce alla letteratura, alla musica, al teatro e alla danza.
Credo che oggigiorno si faccia tanta confusione, la cultura non si basa sull’intrattenimento, ma sulla capacità di lanciare un messaggio, che ci porti a riflettere e ci porti a conoscere, senza mai smettere di riflettere, perché è proprio la riflessione che genera cultura.

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Per caso, navigando su internet, circa un anno fa, ho visitato il sito della SBC Edizioni ed ho inviato le mie poesie per e-mail, per avere un loro parere di una possibile pubblicazione, ricevendone un parere positivo.

Cinema: qual è il suo film preferito?
I miei film preferiti sono quelli di fantascienza, a patto che non sconfinino nell’horror.
Mi piacciono anche i film d’autore, come la versione integrale di “Hamlet”, diretta e interpretata con grande maestria e virtuosismo attoriale da K. Branagh; o come “Fahrenheit 451” del grande e compianto F. Truffaut.
Mi piace il genere storico, mi piace il genere thriller, il genere d’azione e il genere biografico.

Musica: la canzone del cuore?
Ascolto principalmente musica classica, ma non disdegno l’ascolto della canzone d’autore.

Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
Quando mi raggiunge l’ispirazione, non sarei in grado di scrivere una poesia direttamente al computer, i miei mezzi devono essere una penna e un foglio di carta (anche se sono lento nello scrivere), non uno sterile foglio di vetro; successivamente mi servirò di quel foglio di vetro per il fine della pubblicazione.
L’ideale sarebbe scrivere di notte, ma l’ispirazione mi può raggiungere in qualsiasi ora della giornata, per l’appunto, anche di notte.
Preferisco scrivere in solitudine, ma mi è capitato di scrivere anche su un autobus affollato o per strada.
Non scrivo in rima per scelta, per me questa blocca o vincola l’ispirazione poetica.
Se la rima raramente è presente, è solo spontanea.
La metrica e la rima sono solo due dei mezzi, non necessari, per pervenire alla forma della poesia.
La rima non spontanea l’ho utilizzata soltanto in una poesia per puro sperimentalismo.
Nella mia poetica ci sono tre punti fermi: la spontaneità, la musicalità, la scorrevolezza del verso.
Il mio ideale poetico si esprime nell’essere semplice ed allo stesso tempo profondo, e penso che sia cosa piuttosto difficile non utilizzando la rima.
Cerco anche la musicalità del verso, cosa oltremodo difficile, se non si scrive in rima.

Quali sono i suoi poeti del cuore?
Leopardi e Pascoli, ma anche Montale.
Leopardi, perché mi piace il suo stile meraviglioso, ma non accetto il suo pessimismo cosmico.
Di Pascoli mi rapisce la poetica del fanciullino, il fanciullo che c’è in ognuno di noi.
Montale, perché la sua poesia mi affascina e conquista quasi in una vertigine per i suoi abissi di profondità.

Come nasce un suo verso?
Seguo una struttura su due fasi fin dal 1990: la prima fase è quella che io chiamo il primo fuoco dell’ispirazione, che può giungere in qualsiasi momento con l’affiorare alla mente dei primi versi; quindi mi metto subito a scrivere in brutta copia e, mentre scrivo, penso i successivi versi da mettere sulla carta.
La seconda ed ultima fase si riferisce alla ricopiatura in bella copia con i vari aggiustamenti grammaticali e retorici, aggiungendo, a volte, anche dei nuovi versi o parole.
Diverso è stato il caso della mia unica poesia scritta in rima, in cui dapprima è arrivato il primo fuoco dell’ispirazione con i primi due o tre versi, successivamente mi sono dedicato alla ricerca della rima, unita al tipo particolare di rima (forse la più difficile, quella dantesca), ed alla proprietà di linguaggio dantesco con l’applicazione delle figure retoriche più adatte.
Come vedete, in questo caso ci sono state tre fasi, e mi meraviglio che mi sono bastati soltanto due giorni; l’ho scritta mentre mi preparavo agli esami di maturità classica.
Uso le figure retoriche e cerco di usarle in maniera spontanea, cercando sempre la musicalità del verso, senza fare uso della rima; ho usato anche lo zeugma, che usa molto Dante.
La figura retorica che uso di più è l’enjambement.

Quanto tempo ci lavora su?
Dai dieci ai trenta minuti ma, in alcuni casi, fino ai due giorni.

Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
Deve esserci la musicalità e la scorrevolezza nella lettura, deve esserci la semplicità di espressione, unita alla profondità di significato.

Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
L’ho scritto nel 1990 e mi trovavo a scuola, in quinta ginnasiale, in un gruppo artistico nel periodo delle occupazioni.
Avevo iniziato a scrivere fin dall’anno prima, ma erano dei semplici esercizi, non poesie.

Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?
Far conoscere e leggere le mie poesie a più persone, non solo ai miei parenti, amici e conoscenti.

Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
“[…] e il naufragar m’è dolce in questo mare.”
Semplicemente un verso meraviglioso, il mio preferito in assoluto.

Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
La mia prima raccolta di poesie l’ho intitolata “Per una strada”, dal titolo di una mia poesia, presente in questa raccolta, proprio perché, come primo motivo, l’ispirazione mi ha raggiunto, per la stragrande maggioranza, per strada: camminando per strada, sull’autobus, ecc…
Ma c’è un motivo ben più profondo, che si cela in questa mia, apparentemente semplice poesia.

Per una strada

Per una strada senza fronde
si aggira furtivo e svelto
il nostro inconscio senso,
passa e non si ferma,
continua ad andar via
e non si sa dove mai sia.

Essa nasconde in sé il significato stesso della mia ispirazione furtiva e svelta, che passa e vola via e, se non l’afferro e la trattengo nel mio cuore con i miei versi, che metto sulla carta, passa e vola via, e non si sa più dove mai sia.
Ho pensato di dare questo titolo alla presente raccolta fin dal 1999.
Questa mia raccolta contiene 109 poesie ed abbraccia un arco della mia vita lungo ben sedici anni (1990 – 2006): tutto è passato per una strada, luogo fisico, luogo dell’anima, che è stato trasfigurato dalla mia sensibilità, dalla mia immaginazione, che ho cercato di esprimere con la mia poesia.
Il tutto è sorretto dalla fede, il mio pessimismo, infatti, è un pessimismo moderato; se non avessi fede, sarebbe un pessimismo cosmico alla Leopardi, di cui prediligo lo stile delle sue poesie meravigliose e che non poco hanno alimentato la mia ispirazione.
Ecco perché ho usato quel “senza fronde” nella mia poesia, da cui trae nome la mia raccolta; quel “senza fronde” ha un significato fisico e personale: si era in autunno, e per strada c’erano gli alberi senza le fronde, un pomeriggio ombroso, ventoso e senza sole, che annunciava un temporale.
Quel “senza fronde” nasconde in sé un significato ben più profondo; con quel “senza fronde” ho cercato di riassumere il sentimento di straniamento e di smarrimento dell’uomo contemporaneo, che si ritrova privo di valori e di qualcosa in cui credere, simile ad un albero in autunno, spogliato delle sue foglie.
Sorge quindi il bisogno di aggrapparsi a qualcosa o a Qualcuno in cui credere, prima che anche le radici vengano strappate via dalla tempesta dell’inverno.

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
Questa mia raccolta contiene 109 poesie, essendo il lavoro di sedici anni, ma, se avessi avuto la possibilità di pubblicarla nel ’99, si sarebbe chiamata sempre “Per una strada”, contenendone un po’ di meno.

Ha vinto premi letterari?

No, mai[1].

Crede nei premi letterari?

Ho partecipato a dei concorsi di poesia, che chiedevano una quota di partecipazione, arrivando terzo una sola volta, ma non credo più in questi premi. Da quando l’ho saputo, parteciperò soltanto a quelli che non chiedono una quota di partecipazione.

Ha altri progetti in cantiere?

Ho cinque poesie inedite[2], l’ultima l’ho scritta il 10 marzo di quest’anno.

Ho scritto un poema drammatico[3], iniziato nel ’90, ambientato al tempo della scoperta dell’Islanda, di argomento storico romanzato, non ancora ultimato e non in rima; nel giugno del 2000 ho terminato il IV atto e soltanto il primo atto si estende per ben 705 versi.

Ho scritto anche quindici aforismi[4] e vari pensieri spirituali, insieme a poesie in forma di preghiera, ma è troppo presto per una loro pubblicazione, aspetto che il loro numero aumenti.

Nell’agenda 2010 “Le pagine del poeta”, dedicata a Mario Luzi, sarà pubblicata una mia poesia, tratta da “Per una strada”.


[1] Non è proprio esatto, c’è stata una menzione d’onore nel 2003 al concorso internazionale di narrativa, pittura e poesia “Città di Salerno”, organizzato dall’associazione culturale “La Tavolozza” per la lirica “Dolce sogno”, ma allora ho partecipato con il mio pseudonimo “Joe Tiziano” e compaio con questo pseudonimo nella menzione d’onore. In seguito, nel 2010, mi hanno conferito una menzione d’onore al I premio internazionale d’arte “Europclub” Messina-Taormina 2010 per la lirica “Là, dove il mare…” da Per una strada, sbc edizioni, 2009.

[2] Adesso le poesie inedite sono una ventina e finora ne ho scritto più di 130.

[3] Mi manca di terminare di scrivere il quinto ed ultimo atto.

[4] Finora ho scritto 93 aforismi, di cui quattro sono stati pubblicati a dicembre 2010 nell’Antologia del premio internazionale per l’aforisma Torino in Sintesi II edizione 2010, edita dalle Edizioni Joker. Una silloge di 88 aforismi è in pubblicazione, sarà il mio secondo libro.

Leggete anche questa intervista che ho rilasciato successivamente per il blog Vetrina delle Emozioni. Per lo stesso blog ho curato finora otto interviste.

Il 15 marzo 2012 ho rilasciato un’intervista al direttore editoriale di “Suroeste”, web-magazine internazionale (italo – venezuelana), di cultura, costume e società. La prima parte di questa lunga intervista è stata pubblicata sul numero di aprile della rivista, la seconda parte sul numero di maggio, il tutto con testo a fronte in lingua spagnola.

 

(Ultima modifica delle note, 19/5/2012)

Il mio booktrailer per Per una strada, sbc edizioni, 2009   Leave a comment

Ho inserito anche le tre mie poesie che ho tradotto in inglese, per renderlo più internazionale.
Nel mio libro non sono presenti!

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Dove trovare il mio Per una strada, sbc edizioni, 2009?   Leave a comment

Dal 26 marzo 2009 il mio libro è finalmente presente anche su IBS.

Il modo più veloce per acquistare il mio libro Per una strada era richiederlo presso Diffusione Cultura, via Sardegna 3, ang. viale Matteotti
Sesto San Giovanni, Italy, 20099, purtroppo la libreria ha chiuso…Potrete ordinarlo presso la vostra libreria di fiducia o ordinarlo online andando su:

amazon.it

leggere.it

 

(Ultimo aggiornamento, 19/5/2012)

Canto d’amore, da Per una strada, sbc edizioni, 2009   Leave a comment

Leggiadra e delicata come una carezza che si perde nella notte.

Canto d’amore 

Leggerezza, delicatezza
soffusa e serena:
un fiore, che leggiadro
al primo suo fiorire,
espande per l’aria
gli odorosi suoi sospiri,
e irrora dolcemente,
e irradia di luce
l’aria della notte:
un’arpa ascolto,
lontano il suo suono
si perde;
sospirosi ardori,
sospirato amore,
ti chiamo
e nella notte mi perdo.

(6/12/1999)

(Dalla mia raccolta: Per una strada, pag. 89, SBC Edizioni, Ravenna, 2009)

Riedita nell’agenda 2010 Le pagine del poeta, che l’Editrice Pagine di Roma ha intitolato al grande poeta Mario Luzi

Immagine da: http://i23.photobucket.com/albums/b395/asia23/lunamontagnealberiearcodinotteaSanL.jpg 

Commento critico di Luciano Domenighini

Sono sedici versi che alternano la terza persona (espande, irrora, irradia, si perde), descrittiva dell’oggetto amato con tre splendidi versi (10, 15, 16) in prima persona: un quinario (“un’arpa ascolto”) e un ottonario (“e nella notte mi perdo”) sospesi e vaghi, a siglare un clima incantato e infine uno scolpito ternario (“ti chiamo”), perentorio, esclamativo, che fa da perno a tutta la composizione. Da notare anche la corrispondenza iterativa dei versi 11 e 12 (“lontano il suono / si perde”) con l’ultimo verso (“e nella notte mi perdo”).

La breve lirica è un polisindeto di giusta lunghezza, con la cadenza , il respiro esatto, che ha l’unica pausa, e riprende fiato, sul bellissimo “un’arpa ascolto” che è un pentasillabo morbido, rotondo, appena inciampato sulla sinalèfe di “arpa-ascolto” (ma è difetto veniale e qualcuno potrebbe anche definirlo un pregio). L’effetto “morendo”, “perdendosi”, pur nell’intensità dell’emozione, è reso benissimo.

Nota dell’autore: “Ispiratami dall’ascolto del Quintetto n. 1 op. 89, di G. Fauré.”

Dal breve saggio critico di Luciano Domenighini, con l’aggiunta di alcune mie note, al mio Per una strada.

Potete leggerla anche qui, su Blog Letteratura.

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