Il partigiano annientato in “Fisarmonica rossa” di Franco Matacotta, a cura di Lorenzo Spurio

Un bel saggio su un poeta marchigiano sconosciuto ai più, Franco Matacotta, e che dovrebbe essere rivalutato. Grande merito a Lorenzo Spurio che lo so impegnato nella cura di una grande Antologia di poeti marchigiani. Buona lettura!

Blog Letteratura e Cultura

Un corpo pieno di mosche, morte e cecità. Il partigiano annientato in Fisarmonica rossa di Franco Matacotta

di Lorenzo Spurio 

Il rosso dell’impeto e non dell’ardore.

Il rosso dello svenamento e non della passione.

Il rosso della lotta partigiana contro la barbarie nazifascista.

Il rosso del sangue che si versa e non quello dell’amore che si promette.

È il colore che il poeta fermano Franco Matacotta impiegò nel titolo di uno dei suoi lavori più noti, Fisarmonica rossa[1], una densa e dolorosa silloge di poesia dove il poeta vergò sulla carta la dolorosa esperienza della guerra. Lo fece quasi sempre con un linguaggio duro, tagliente, aspro e senza possibilità di redenzione. Le immagini, icastiche e pregne di una desolazione morale vergognosa, si trasmettono al lettore come vere e proprie pugnalate capaci di inasprire il tormento di chi, imbevuto di lotte civili e amico dell’intera umanità, sente ancora oggi…

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