“Ad Astianatte”, poesia di Emanuele Marcuccio

Ho riveduto “Ad Astianatte”, una poesia che scrissi dapprima nel 1996, di ritorno da una rappresentazione de «Le Troiane» di Euripide. Grazie sempre a Lorenzo Spurio per la gentile pubblicazione sul suo blog letterario. Buona lettura!

Blog Letteratura e Cultura

AD ASTIANATTE[1]

DI EMANUELE MARCUCCIO

«Non giunga Menelao al suo focolare, con la sua sposa malvagia, vergogna dei Greci, rovina di Troia. Disgrazie sopra nuove disgrazie. Cumulo di sciagure sopra questa terra. Spose, guardate là il corpo di Astianatte, il suo povero corpo gettato giù dalla rocca». (Dal Coro de Le Troiane di Euripide, scena XI)

Astianatte.jpg

Corpicino…

che non hai

vissuto abbastanza

per mostrare

il tuo valore…

ti diruparono

crudeli assassini

dall’ampia rocca di Ilio…

rosso  vermiglio

ti sprizzò il sangue,

e tua madre,

impotente all’atto

esecrabile…

rossore  tremendo

non vi rode,

non vi avvampa

d’orrore

la faccia ferrigna!

E che cosa volete pensare,

voi crudeli… assassini!

Vi schiaccerà il rimorso,

v’inabisserà…

vi squarcerà…

vi frantumerà

le corde del petto!

Pensate al fato…

al delitto…

pensate al mare…

[1] Ispirato da un episodio de Le Troiane di Euripide. Astianatte, secondo la mitologia greca è figlio di Ettore…

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